Chi sono
Il corpo umano mi ha sempre affascinata.
È materia, movimento, respiro, sensazioni, memoria.
È il luogo attraverso cui viviamo tutto ciò che siamo e, nonostante tutto quello che oggi sappiamo, continua per molti aspetti a rimanere un mistero.
Il mio incontro con questo mondo, però, non è iniziato dallo Yoga.
È iniziato molti anni fa da una necessità molto più semplice: volevo dimagrire e capire come aiutare il mio corpo a cambiare.
Ho cominciato a leggere, studiare, allenarmi.
Allora il mio modo di prendermi cura di me passava soprattutto attraverso la fatica, la disciplina, il controllo e il raggiungimento di un risultato.
Non lo sapevo ancora, ma quello è stato l’inizio del mio cammino verso di me.
Negli anni ho studiato e insegnato discipline diverse: ginnastica posturale, Pilates, Power Yoga, allenamento funzionale e personal training. Ho lavorato nelle palestre e continuato a cercare, attraverso scuole e approcci differenti, strumenti capaci di migliorare realmente il benessere della persona.
E più studiavo il corpo, più la mia attenzione si spostava.
Dai muscoli sono arrivata al sistema nervoso.
Dalla prestazione al respiro.
Dal fare di più al percepire di più.
Dal correggere il corpo al chiedermi che cosa stesse cercando di comunicare.
Perché il modo in cui viviamo entra inevitabilmente nel corpo.
Corriamo, produciamo, organizziamo, raggiungiamo un obiettivo e subito ne compare un altro. Il mondo intorno a noi accelera e, senza accorgercene, possiamo chiedere al corpo di vivere continuamente nello stesso ritmo.
Tensione, stanchezza, rigidità e dolore possono allora diventare qualcosa da combattere, mentre per me hanno iniziato a rappresentare soprattutto qualcosa da ascoltare.
È stato questo il cambiamento più importante del mio percorso.
Oggi studio e insegno Yoga terapeutico e nello studio ViTA desidero trasmettere proprio ciò che continuo a imparare anch’io: creare momenti in cui rallentare, ritrovare il respiro, comprendere meglio ciò che accade nel corpo e recuperare una qualità del movimento che ci permetta di affrontare la vita con più sicurezza e vitalità.
Non mi interessa insegnare alle persone semplicemente a eseguire bene una posizione.
Mi interessa che ciò che facciamo durante la pratica possa accompagnarle fuori dallo studio: nel modo in cui camminano, respirano, affrontano una giornata difficile, riconoscono la stanchezza e si accorgono di quando è arrivato il momento di fermarsi o di muoversi.
Con il passare degli anni sento sempre più chiaramente che il corpo è una priorità.
Perché spesso percepisce qualcosa prima ancora che la mente riesca a comprenderlo.
Imparare ad ascoltarlo, per me, non significa vivere concentrati sul corpo.
Significa avere uno strumento in più per prenderci cura della nostra salute, attraversare meglio la quotidianità e continuare a vivere con energia, autonomia e curiosità il più a lungo possibile.
È ciò che desidero per me.
Ed è ciò che auguro alle persone che incontro lungo il mio cammino.
